Nella Regione Marche si decide per l’Istituzione della figura dello Psicologo delle Cure Primarie


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Commenti

    1. Gentile Giorgio Bertolotti, lo studio che nomini svolge una pregevole iniziativa privata che non ci risulta abbia un riconoscimento del Servizio sanitario nazionale e/o Regionale con fondi economici stanziati. In caso ci stessimo sbagliando Ti chiedo cortesemente di indicarci le relative Deliberazioni Regionali. Nel concreto, quando un utente si rivolge allo studio che nomini, dovrà pagare una parcella professionale e non un ticket a parziale rimborso di una prestazione che rientra nei Livelli Essenziali d’Assistenza che lo Stato Italiano assicura gratuitamente a tutti i cittadini nell’applicazione dell’art32 comma 1 della Costituzione Italiana. Questa è la differenza per la quale è necessario continuare a battersi e su cui puntare: fare in modo che lo Stato e le Regioni riconoscano concretamente – dedicando specifiche risorse economiche dei capitoli di spesa della sanità – che le prestazioni specialistiche dei professionisti psicologi di prevenzione, di diagnosi e di cura, siano prescrivibili da altri psicologi (al pari dei medici di base che prescrivono prestazioni specialistiche effettuate effettuate da altri psicologi) e che le stesse siano totalmente rimborsate dai fondi sanitari regionali a fronte del pagamento di un ticket, se non presenti esenzioni totali per reddito o per patologia. Che si chiamino, psicologi di base, psicologi di territorio, psicologi di cure primarie, psicologi di prossimità o altro conta poco se aldilà del nome e del metodo di lavoro, necessariamente rigoroso e in aggiornamento continuo, non si prevede una parte di investimento economico del SSR per convenzionare liberi professionisti psicologi e/o gruppi di psicologi nelle strutture sanitarie. Non vorrei che queste iniziative encomiabili si trasformino solo in altri corsi di formazione a pagamento per gli psicologi e senza una prospettiva di riconoscimento economico concordata a priori attraverso la specifica valutazione di un fabbisogno formativo ad hoc che include lo stanziamento di fondi regionali e/o nazionali per pagare le prestazioni professionali degli psicologi, a cominciare da liberi professionisti in convenzione e/o dagli psicologi specialisti ambulatoriali afferenti ai comitati zonali già esistenti in tutte le Regioni d’Italia. Cordiali saluti, Pierluigi Policastro

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