Nella ‘guerra delle terapie’ la rivincita della psicanalisi


Secondo una serie di studi recenti è più efficace rispetto alla più breve ed economica terapia comportamentale

Per Sigmund Freud e i suoi seguaci sembra arrivato il momento della rivincita rispetto alla terapia cognitivo comportamentale, largamente diffusa e preminente a partire dagli anni '70, e considerata rapida, efficace e più economica. La 'guerra delle terapi’ che negli ultimi decenni ha accompagnato l'analisi e gli analisti, secondo un articolo sul Guardian, sembra ora essere superata.

Per continuare a leggere l'articolo clicca qui: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2016/02/03/news/nella_guerra_delle_terapie_la_rivincita_della_psicanalisi-132614246/





Commenti

  1. Meno male! Finalmente anche grazie a studi scientifici e di recenti scoperte si è com-preso il valore dell’analisi nel sostenere ed aiutare le persone nelle varie problematiche rispetto ad altri orientamenti.Tutto ciò è possibile perchè fondamentalmente il successo, risiede nella qualità della relazione: profonda ed empatica che si viene a creare tra analista e paziente, la dove ogni cambiamento del paziente stesso genera analogamente un cambiamento anche nell’analista.

  2. Comunque la si pensi, chiariamo una ambiguità che è anche nell’articolo: non è che la psicoanalisi va nel ‘profondo’ delle cause e la terapia cognitivo comportamentale rimane ‘in superficie’, agendo sui ‘sintomi’. Sono due teorie della mente diverse e agli antipodi. In ogni caso: 1) prima di giungere a conclusioni di qualsiasi tipo, occorrerà che la psicoanalisi si metta al passo con il numero di evidenze che la cognitivo-comportamentale può vantare 2) anche negli studi che evidenziano una qualche equivalenza di efficacia, rimane il costo enormemente maggiore che il paziente sopporta per la durata in svariati anni della psicoanalisi, paragonata ai mesi della terapia cognitivo comportamentale. Non conta l’efficienza oltre che l’efficacia?

  3. E’ possibile avere qualche riferimento più specifico sulle ricerche che dimostrano una maggiore efficacia della psicoanalisi rispetto alla cognitivo-comportamentale?
    Grazie

  4. “….una serie di studi recenti….” nell’ambito scientifico internazionale non significa niente.
    Per correttezza e serietà, occorre citare le fonti a cui si fa riferimento.

    Gli enti di ricerca accreditati a livello mondiale sono il National Institute for Care and Excellence e il National Institute of Mental Health.
    Si possono trovare i riferimenti a migliaia di studi di efficacia fatti da più di 50 anni sui vari tipi di psicoterapia e l’indicazione dei trattamenti d’elezione per i vari disturbi: i trattamenti cognitivo comportamentali.

    Per la precisione poi, il governo britannico ha adottato negli ultimi anni una precisa linea di gestione del disagio psicologico: Improving Access to Psychologcal Therapies. Questo programma si basa sugli studi condotti in equipe da eminenti psicologi come David Clark del dipartimento di psicologia sperimentale dell’università di Oxford e da economisti di fama mondiale come Lord Layard, della London School of Economics. I risultati, riportati anche nel libro di Lord Layard “Thrive”, sono chiari: l’approccio cognitivo comportamentale evidenzia la percentuale di maggiore efficacia. E’ possibile ascoltare direttamente Lord Layard in questo video (in home page sul sito http://www.aiamc.it/ ).

  5. E questa sarebbe una rivincita? Mi fate venire in mente una vecchia canzone di Claudio Lolli che parafrasata suonerebbe: “Cara piccola psicanalisi per piccina che tu sia non so dire se fai più pena, schifo, rabbia o malinconia…”

  6. Solito articoletto da quotidiano che semplificva, banalizza e non cita le fonti, tanto per fare un poco di “colore”. Personalmente ho un orientamento psicoanalitico (la “psicanalisi” è quella di orientamento lacaniano, ma non credo proprio che l’articolo si riferisse a quella variante),ma apprezzo e considero efficace e utile anche l’approccio cognitivo-comportamentale, e la scelta dipende dal tipo di disturbo, ma molto dalla richiesta della persona in difficoltà.

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