Lo psicologo di base? Potrebbe essere un medico


La Commissione Affari Sociali della Camera discuterà una proposte di legge intitolata "Istituzione della figura professionale dello psicologo di base" (3215), che riguarda le sole Province Autonome di Trento e Bolzano e che presenta parecchi punti critici.
In particolare l'art.3 indica come requisito l'"iscrizione all’ordine degli psicologi da almeno dieci anni o all’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri": peccato che il titolo di psicologo e la concomitante abilitazione all'esercizio della Professione si conseguano tramite un percorso formativo ben definito, che nulla ha a che vedere con la formazione di un medico. Come sarebbe dunque possibile iscrivere dei medici nell'elenco degli psicologi di base?

Un altro punto critico può essere rappresentato dal fatto che, per quanto riguarda l'area evolutiva, la figura di riferimento indicata è il "neuropsicologo infantile", il che non permetterebbe agli psicologi laureati in Psicologia dello Sviluppo di essere icritti nell'elenco: questa ripartizione è sicuramente modellata sulle differenti specializzazioni di area medica (psichiatra per l'adulto e neuropsichiatra infantile per i minori), ma non può essere riproposta anche per gli psicologi, il cui iter formativo è differente!

Bisognerebbe inoltre considerare che l'assistenza psicologica (e non la semplice valutazione del paziente) può richiede molto tempo sia per quanto riguarda la durata delle visite sia per il loro numero: anche in questo caso non è possibile modellare la figura dello psicologo di base su quella del medico di base, che solitamente non offre (e non avrebbe modo nè tempo di offrire) visite prolungate e ripetute nel tempo ad ogni singolo paziente. Lo psicologo di base dovrebbe lavorare su appuntamento e ad esaurire presumibilmente in tempi molto rapidi le proprie disponibilità di tempo, dal momento che non sarebbe possibile effettuare visite di 10 minuti e che la maggior parte dei pazienti non richiederebbe una singola visita...
Questo aspetto è difficilmente risolvibile, a meno che non siano convenzionati moltissimi psicologi - eventualità che ci pare remota se consideriamo che già oggi le strutture pubbliche si avvalgono quanto più possibile di psicologi non retribuiti (tirocinanti e volontari), anche per assenza di risorse finanziarie. Sarebbe forse realistico pensare che tutto ad un tratto, in tempi di crisi, il SSN trovi le risorse sufficienti a retribuire un discreto numero di psicologi di base? Sarebbe sicuramente auspicio condiviso da tutti i colleghi, ma piuttosto improbabile.

Forse il progetto sarà realizzato a Trento e Bolzano che, in quanto Province Autonome, potrebbero disporre di fondi da impiegare a questo scopo: se il progetto di legge dovesse essere approvato sarà interessante verificare quanti psicologi saranno effettivamente convenzionati, se sarà per loro possibile seguire adeguatamente i pazienti e, perchè no, anche quanto saranno pagati. Ricordiamo infatti che la legge Bersani ha abolito il minimo tariffario, e che in teoria il SSN potrebbe aprire convenzionamenti retribuiti pochi euro lordi l'ora, perchè non esistono più impedimenti a questo tipo di proposta.
In ogni caso apprezziamo le buone intenzioni dei firmatari del progetto di legge, e ci auguriamo che il benessere psicologico sia tenuto in sempre maggior considerazione dal Legislatore.

Concludiamo con una considerazione sull'aspetto occupazionale, che certo non può rientrare fra le preoccupazioni del Legislatore. Il fatto che per gli psicologi (ma non per i medici!) si richiedano almeno 10 anni di iscrizione all'ordine pone dei problemi, in quanto questo requisito non consentirebbe ai colleghi più giovani (e magari anche già specializzati in psicoterapia) di essere iscritti nell'elenco - e considerando che i problemi occupazionali degli psicologi over 30, iscritti da qualche anno all'ordine (ma non certo da 10 anni) non sono proprio indifferenti... Per non dire delle difficoltà dei neo-psicologi, ma anche ritenendo giusta la richiesta di qualche anno di esperienza in questo modo le possibilità lavorative riguarderebbero mediamente solo i colleghi over 36. Di fatto uno psicologo di 30 anni, abilitato e specializzato, non sarebbe ritenuto adeguato a ricoprire un ruolo per il quale non è neanche richiesta specializzazione, in quanto lo psicologo di base non erogherebbe psicoterapia ma prestazioni proprie dello psicologo - e cioè diagnosi, consulenza e sostegno psicologico.

Per leggere il progetto di legge clicca qui!






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